La Divina Commedia

Marco Russo Art + Edizioni Carthesia

Tre dipinti su tela 50x70cm che raccontano il viaggio del Sommo Poeta.

E’ arrivata!

3 volumi con custodia
768 pagine
A colori
Cartonato con sovracoperta
cm 21,6 x 29,6

 

Commento dell’editore:

Una pietra miliare della letteratura universale in un’edizione senza precedenti: in occasione del settimo centenario della morte del Sommo poeta, Chartesia presenta una Divina Commedia minuziosamente spiegata canto per canto e interamente illustrata con oltre 100 straordinarie opere pittoriche inedite, realizzate in esclusiva per questa edizione da 36 artisti contemporanei italiani.

Una novità editoriale assoluta, una poderosa operazione di divulgazione culturale che rende finalmente accessibile il poema dantesco al grande pubblico dei neofiti attraverso un approccio autorevole e al tempo stesso moderno e coinvolgente.

 

Suddivisa in tre volumi – Inferno, Purgatorio e Paradiso – raccolti all’interno di un’elegante custodia decorata, l’opera si fregia delle autorevoli introduzioni curate da Aldo Maria Costantini, già docente di Filologia e Critica dantesca e Letteratura italiana presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.

Segue il fitto apparato di testi esplicativi che illustrano con chiarezza, canto per canto, i richiami storici, mitologici, biblici e astronomici evocati da Dante, i sottintesi e le terminologie teologiche, filosofiche e tecniche utilizzate dal Poeta, la ragione della collocazione dei vari personaggi in quel determinato canto, i rimandi tra canti diversi, il nesso con il vissuto di Dante e con le cronache, gli usi e i costumi medievali, nonché la finalità morale del canto stesso.

 

Qui, grazie a un linguaggio semplice ed efficace, anche il lettore inesperto o digiuno di Dante può trovare le informazioni necessarie per comprendere e poter leggere autonomamente i meravigliosi versi originali della Commedia, integralmente riprodotti a chiusura del testo di spiegazione.

Lo strepitoso corredo artistico, curato da talenti emergenti e da artisti affermati che hanno portato l’arte italiana oltre confine, completa la riflessione sull’opera di Dante attraverso più di 100 opere di “poesia visiva” che spaziano dall’Astrattismo al Figurativo, dallo Spazialismo alla Street Art, dal Cubismo all’Espressionismo, dirompenti interpretazioni che rileggono con le tecniche e gli stili più diversi l’incredibile varietà di scene e paesaggi attraversati dal Poeta nel suo percorso immaginario.

Commento

Nel volume, i  dipinti appaiono sia nella cronologia dei canti, sia alla fine in un riepilogo che commenta l’immagine.
Questo è quanto riportato per l’immagine dell’inferno:
 

Marco Russo, Inferno XXXI, 2020

Acrilico su tela, cm 70 x 50

“L’illustrazione del trentunesimo canto della prima cantica raffigura Dante e Virgilio che si avvicinano al pozzo dei giganti, il claustrofobico imbuto tra Vili e IX cerchio delflnferno nel quale sono conficcati fino all’ombelico uomini superbi di dimensioni macroscopiche, legati a un tempo passato. La loro forza è inibita dalla pena di essere immobilizzati, sepolti nella roccia fino al ventre, idea che l’artista esprime con fincatenamento di corpi muscolari e imponenti, ispirati chiaramente alle immagini dei supereroi dei fumetti; il concetto della mente confusa nei giganti, che rende incapaci di comprendere gli altri e di comunicare, è proposta dall’artista in modo simbolico, mediante l’inchinamento delle loro teste, dallo sguardo insicuro e penitente, immagine che contrasta con quella del loro corpo forte e apparentemente invincibile. I due poeti osservano la potente scena da un punto più alto, rimanendo esterrefatti.“
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Inferno

– Canto XXXI – 

L’inferno è la parte più nota della Divina Commedia di Dante, pertanto è la parte che più è stata illustrata e riprodotta. Con tutti i riferimenti disponibili quindi, è stato semplice farmi venire delle idee in mente tra i vari canti e in effetti, ne avevo in mente diverse: La famosa scena del Canto I dove Caronte traghetta Dante e Virgilio, oppure il primo piano del Poeta che, vedendo le anime torturate, cede ad un pianto di spavento, dispiacere, terrore e senso di colpa. 

Tuttavia cercavo immagini nuove, che non fossero mai state riprodotte e sopratutto, che potessero essere dinamiche come la copertina di un fumetto di super-eroi ma dipinte nel senso più tradizionale.

Ho scelto quindi il Canto XXI dove Dante visita il pozzo dei giganti. Ma quanto giganti? Dante dice che erano come torri. Ho voluto rappresentare una scena claustrofobica: Uomini di dimensioni enormi legati uno vicino l’altro con mezzo corpo nell’acqua. Intorno a loro, nel buio, la luce calda infernale. 

I loro visi esprimono chiaramente il loro disagio: sono confusi, non possono muoversi, non possono uscire dall’acqua, non possono immergere la parte all’esterno, non possono comunicare, sfogarsi, farsi ascoltare. Così è da millenni e così sarà per sempre e Dante guarda tutto questo, esterrefatto, da un punto più alto del percorso.

Dovrà scendere, perchè nell’inferno che descrive, si deve scendere sempre ma neanche da quel punto sopraelevato, riesce a vedere i giganti dall’alto ed infatti si trova sotto il punto di fuga.

La tela ha avuto un genesi in evoluzione, sopratutto per quanto riguarda i colori. Inizialmente pensavo di giocare un un contrasto caldo per Dante e la parte di terra su cui sta e colori freddi per i giganti. 

Ho sentito però la necessità di scaldare quei colori freddi ma mi serviva un colore per farlo. Un colore particolare che fosse il fulcro di tutto. 

Un giorno insieme a mia moglie e mia madre andammo a pranzo in un ristorante orientale e accanto c’era anche uno dei classici negozi cinesi pieni di ogni cosa. Mia mamma doveva fare degli acquisti così ci entrammo e in genere questi negozi hanno sempre un reparto cancelleria-cartoleria. Questo però aveva anche una serie di colori acrilici molto particolari, tra di loro riconobbi come fosse stata un illuminazione, il colore che mi serviva: un rosa fluo! 

Quel particolare “punto” di colore ha dato l’atmosfera all’immagine. La luce calda si riflette sul soffitto ruvido, di roccia bollente da una parte e ghiacciata dall’altra. 

Per ottenere quell’effetto materico ho usato pittura densa e gesso acrilico. Al tatto, sembra ancora più vera!

 

Guarda il video della lavorazione.

Un centinaio di ore di lavoro velocizzate e condensate in soli 5 minuti. Da tela bianca a tela finita.

In Esclusiva

Edizioni Chartesia ha concesso di mostrare in anteprima ASSOLUTA questo dipinto solo per il ” Marco Russo Art – OPEN STUDIO ONLINE“, la trasmissione in diretta andata in onda nei giorni di Lucca Comics con il supporto della manifestazione stessa.
Potete Riguardare la diretta a questo link. A 1 ora e 17 minuti inizia il nostro Panel con Edizioni Chartesia con la partecipazione di Marco Gottardi (Scrittore) e David Fazzari (nostro collaboratore e moderatore). Si ringrazia Christian Ronchin
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Purgatorio

– Canto XXXI –

Per me il purgatorio è stata una vera scoperta. L’ho trovato fantastico! Ma cosa potevo rappresentare? 

Dopo la discesa, la salita sul monte? Dante nel fuoco che non brucia? No. C’era solo un’immagine da fare, il vertice della storia fino alla visione di Dio nel paradiso e per descriverla a parole, non se ne possono usare poche. 

Alla fine del percorso impervio di Dante, dopo aver visto cose orribili, dopo aver superato prove che hanno costretto il protagonista a superare molti dei suoi limiti, arriva lì, all’entrata del paradiso: Canto XXXI.

Gli occhi di Dante passano dal vedere le atroci torture ai dannati, peccatori di ogni tipo, al giardino dell’Eden e chi incontra? Lei. La sua musa, il suo amore, la sua ossessione. 

Ha fatto il viaggio più difficile della storia umana solo per raggiungerla. Lei dal suo canto, è scesa fino all’inferno per chiedere a Virgilio di prendere Dante e portarlo da lei, quando avrebbe potuto rimanere lì in paradiso nella pace eterna. Come si conclude questa storia d’amore che ha viaggiato oltre la morte, il tempo, lo spazio, il male e il bene? Cosa dice Beatrice al sommo poeta quando lo vede? Le sussurrerà tutto ciò che ha fatto? Le parlerà del suo piano per dare a Dante il privilegio di conoscere i 3 regni dell’aldilà? Lo rimprovera amaramente!

Colpo di scena. Tutti davanti alla TV fermi. Con la mano davanti alla bocca o sulla fronte. Indice e pollice bloccati sul labbro inferiore che non lasceranno il pop-corn che stringono. 

Beatrice rimprovera a Dante praticamente tutto e il poeta devastato si accascia a terra a piangere. Ma perchè? Per Amore. 

Beatrice voleva permettere a Dante di accedere al paradiso e quindi doveva pentirsi di ogni peccato perchè non si può accedere a Dio da peccatori impenitenti. Che storia d’amore! 

Tutte queste parole forse non servono però, se si è davanti al quadro. Anche se presentano molte variazioni, basilarmente la tela è composta da verde e rosso. Il verde è quello del paradiso terrestre, luminoso ma di rossi ce ne sono due: Dante è vestito di rosso e anche Beatrice. Ci ho voluto giocare: Beatrice veste un rosso che presenta una componente maggiore di bianco al suo interno, che lo rende quindi più rosa. (Carminio e  vermiglione), mentre Dante ha la veste di un rosso con una componente maggiore di giallo, che lo rende più caldo e “fuoco” (guarda caso) e colori “terra”. Sopratutto, Dante in questo momento è un peccatore che sta facendo i conti con i suoi peccati e quindi è più scuro sia del paradiso terrestre, sia di Beatrice, che invece, ha già messo a posto le cose con Dio.

Guarda il video della lavorazione.

Un centinaio di ore di lavoro velocizzate e condensate in soli 5 minuti. Da tela bianca a tela finita.

Commento

Nel volume, i  dipinti appaiono sia nella cronologia dei canti, sia alla fine in un riepilogo che commenta l’immagine.
Questo è quanto riportato per l’immagine del Purgatorio:

CANTO XXXI

Marco Russo, Purgatorio XXXI, 2020

Acrilico su tela, cm 70 x 50

 

L’immagine del trentunesimo canto del Purgatorio è resa dall’artista come il momento topico, il gran finale più emozionante dei dolorosi capitoli del viaggio dantesco, scendendosi dall’Inferno e risolvendo per il Purgatorio. Dante arriva ormai nel Paradiso terrestre, e innanzi a lui si palesa la sua amata Beatrice. La donna indossa un vestito d’epoca sontuoso, all’antica, ma la postura dritta e sicura e lo sguardo severo derivano direttamente dall’immaginario delle supereroine dei fumetti Marvel. Dante non piange di commozione, ma per il dolore e per il senso di colpa derivanti dal rimprovero che la donna gli rivolge mettendolo di fronte agli errori commessi dopo la sua dipartita dal mondo. La gravità delle condizioni emotive dei due protagonisti si pone in forte contrasto con la natura fiorita e luminosa del Paradiso terrestre. Ma è la stessa bellezza della natura a promettere che questa sarà l’ultima delle sofferenze prima di giungere alla luce divina.

Paradiso

– CANTO XXI –

Il paradiso mi ha dato qualche difficoltà. Innanzitutto è la parte meno conosciuta se la paragoniamo all’inferno. Anche come storico delle immagini tratte dal testo, non ce ne sono moltissime. 

Nota positiva: non sarei stato influenzato dal lavoro di qualcun altro. 

Nota negativa: non sapevo da dove partire. 

Altro problema: l’iconografia. 

Alla parola paradiso (inteso come reame celeste) cosa ci viene in mente? Angeli? Nuvole? Diciamo che quell’iconografia non si poteva modificare più di tanto. Se nell’inferno l’innovazione è stata usare un colore fluo, non potevo innovare creando un ambiente “celeste” diverso. Dante era un religioso che scrisse ciò che conosceva o che immaginava secondo ciò che veniva insegnato a quel tempo. Inoltre, cita la Bibbia, parla ed incontra uomini con cariche religiose e quindi, se lo ha raccontato così vuol dire che lui di certo, s Elo immaginava così.

Ho scelto quindi un immagine con un iconografia “strutturata”, il canto XXI, lo scaleo d’oro.

Come ve la immaginate la scala verso il paradiso? Sono andato sul classico: marmo. E come si compone l’immagine? Dante che si guarda intorno felice ed incredulo, dietro di lui (o meglio, davanti a lui) Beatrice, in prospettiva più vicina a Dio rispetto lui, che gli indica la strada, il punto di fuga centrale, in alto, da cui proviene la luce: Dio,

Dante sta per arrivarci. 

Ho chiesto l’aiuto di un esperto per comprendere il contesto. Sulle scale, salgono e scendono uomini, in una forma eterea, luminosa. Ho immaginato che tali personaggi potessero avere una forma più chiara e umana nel momento che discendono, avvicinandosi per così dire ai piani bassi; e che fossero più uniti alla luce centrale in fase di risalita.

Lo sfondo è un immenso tripudio di colori composti da turchese, blu e violacei che si scontrano con luci giallo paglierino con tocchi “arcobaleno” dati dalla forte luce centrale calda e pura. Tali riflessi sono stati fatti con colori acrilici giallo e fucsia fluo. Questo tipo di colori alzano la saturazione del colore in un modo particolare, anche quando vengono mescolati con colori con parametri “standard”.

Commento

Nel volume, i  dipinti appaiono sia nella cronologia dei canti, sia alla fine in un riepilogo che commenta l’immagine.
Questo è quanto riportato per l’immagine del Purgatorio:

CANTO XXI

Marco Russo, Paradiso XXI, 2020

Acrilico su tela, cm 70 x 50

L’immagine del ventunesimo canto del Paradiso raffigura l’arrivo di Dante e Beatrice allo “scaleo” d’oro del cielo di Saturno. Questa è la scala del Paradiso, che finalmente porterà Dante al cospetto di Dio; Beatrice gli indica la strada in salita, e le altre anime beate ci salgono e scendono. L’artista ha voluto cogliere in pieno le sensazioni del poeta, che guarda attorno incredulo, stupito e gioioso. L’evento sublime è illustrato, paradossalmente, con un linguaggio visivo molto materiale, ripreso dalle forme e dallo stile dei fumetti. Dalla sommità della scala, immersa nella trasparenza delle nuvole, fuoriesce una luce abbagliante e psichedelica, l’artista sembra di voler paragonare la felicità di Dante alla felicità estatica dello spettatore delle più riuscite feste disco dei nostri tempi, anche se effettivamente prive della loro tipica dimensione sensuale.

Inferno – Canto XXI

Purgatorio – Canto XXXI

Paradiso – Canto XXI

Mostra Divina Commedia

A Treviso
Dal 11 Settembre 2021 al 16 Gennaio 2022

Presso il Museo Casa Gaia – Via Businiello 2 – Portobuffolè
Lì troverete i tre dipinti su tela 50x70cm dipinti ad acrilico per Edizioni Chartesia.
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